L’Officina Eco-Logica

Questo magico Angolo di Blog nasce dal 6° COMDANDAMENTO DEL CRAFTING 😌, ossia trasformare ciò che spesso viene considerato “scarto” in qualcosa di nuovo, utile e pieno di significato, e diventa l’obiettivo di PROGETTI ECOSOSTENIBILI.
Il mio amore per il RICICLO non nasce da una moda o da una tendenza recente, ma da un modo di vivere che mi accompagna fin da piccola. Sono cresciuta osservando i miei genitori e i miei nonni, persone che mi hanno insegnato il valore delle cose e soprattutto l’importanza di non sprecare nulla, a partire dal cibo. Il pane secco non si buttava: diventava pappa al pomodoro, minestra di pane o altre ricette capaci di dare nuova vita a ciò che sembrava aver concluso il proprio ciclo. Se non era più inutilizzabile per noi umani, veniva destinato agli animali o usato come compost per concimare la terra.
Con il tempo, questa attenzione si è trasformata in un bisogno quasi naturale di compensare e riequilibrare gli sprechi in ogni ambito della quotidianità. Mi viene spontaneo cercare una seconda possibilità per le cose, anche per quelle più piccole, apparentemente insignificanti o destinate al cestino. Dove molti vedono solo scarti, io vedo possibilità, idee, materiali in attesa di essere reinterpretati.
Forse è una predisposizione caratteriale: tendo a cercare il lato positivo e il potenziale nascosto negli oggetti. Amo trovare risorse nell’hic et nunc, nel “qui e ora”, utilizzando ciò che ho già a disposizione invece di ricorrere immediatamente all’acquisto del nuovo. È una forma di creatività, ma anche di rispetto.
L’Officina nasce anche dal desiderio di condividere questa visione e di ispirare insegnanti, genitori e ragazzi a sviluppare immaginazione e pensiero divergente: competenze fondamentali non solo nella creatività, ma anche nello studio, nel problem solving e nella vita quotidiana.
Imparare a reinventare un oggetto significa allenare la mente a trovare soluzioni nuove, a osservare meglio ciò che ci circonda e a non fermarsi alla prima impressione.
Le Linee Guida dell’Officina
Svuota Spolette
Questo progetto è nato quando ho iniziato a cucire e ho comprato una palette di filati che, però, non erano minimamente graditi alla mia JOKE1 (alias: la mia macchina da cucire JUKI).
Ma invece di darla vinta a Miss Permalosità, ho deciso di non relegare quei filati in fondo a un cassetto: glieli ho fatti “ingoiare” di nascosto attraverso le spolette 😈.
Naturalmente, nei lavori professionali — dove non ci si può permettere di compromettere il risultato finale — non potevo usare due filati diversi. Così, poco alla volta, ho iniziato a inventare progetti in cui il filato “incriminato” passava inosservato, ma il risultato finale rimaneva comunque più che soddisfacente.
È stato un modo creativo per trasformare un limite in una risorsa… e, a quanto pare, anche per vincere una silenziosa battaglia domestica con la mia JUKI.
Gerarchie
“Gerarchie” è il progetto dedicato alle pezze di tessuto e agli avanzi di gomitoli.
Ogni materiale viene distinto e collocato su una sorta di piramide gerarchica, in base alla quantità e alle possibilità di utilizzo:
- pezze grandi e mezzi gomitoli vengono destinati ai progetti più strutturati,
- ritagli di stoffa e “codine” di filato trovano invece nuova vita in lavori di patchwork, nei dettagli decorativi e in tutte quelle creazioni in cui anche il frammento più minuscolo può fare la differenza.
Perché anche il più piccolo ritaglio può diventare parte di qualcosa di bello. Basta cambiare prospettiva.
Benvenuti nell’Officina Eco-Logica.
Qui gli scarti non sono la fine della storia, ma l’inizio di una nuova idea.


