
La scorsa settimana abbiamo riflettuto su quanto sia importante osservare la realtà con una mente aperta, pronta a cogliere le piccole e grandi meraviglie che accadono intorno a noi. Abbiamo anche parlato della nostra intraprendenza e di come la forza di volontà possa trasformare una situazione critica in un’opportunità di crescita e miglioramento.
Oggi voglio condividere con voi qualcosa di molto personale: la scrittura rappresenta per me un miracoloso strumento di trasformazione. Scrivere ha il potere di modificare la mia visione del mondo e degli eventi, aiutandomi a rielaborarli e ad accoglierli con maggiore consapevolezza.
Alcune riflessioni legate al benessere – come quelle nate con SWEET NOVEMBER e MI DONO IL PERDONO – hanno innescato dentro di me un meccanismo profondo, quasi salvifico. Mi hanno preparata, con serenità, ad affrontare gli eventi dei mesi successivi con uno sguardo diverso.
Ma come avviene tutto questo?
Non è semplice spiegare un cambiamento interiore, ma provo a farlo senza banalizzarlo.
Secondo la Teoria dell’Auto-percezione, il modo in cui ci comportiamo influenza i nostri processi cognitivi e le nostre valutazioni. In altre parole, le azioni orientano i pensieri.
Se, ad esempio, scrivo un articolo in cui descrivo la morte come una trasformazione della vita, il mio pensiero tenderà gradualmente ad allinearsi a questa prospettiva. La mente si abitua, poco alla volta, a considerare accettabile anche ciò che, oggettivamente, è traumatico, come la perdita di una persona cara.
In fondo, si tratta di coerenza tra ciò che pensiamo e ciò che facciamo.
Se dopo aver scritto un articolo sul perdono verso me stessa tornassi a colpevolizzarmi continuamente per gli errori commessi, mi sentirei incoerente, quasi ipocrita. La mia autostima ne risentirebbe profondamente.
Se invece scelgo di allineare i miei pensieri a ciò che ho scritto, mantengo un impegno preso con me stessa. E questo mi offre un duplice beneficio:
prima di tutto rafforza la mia coerenza interiore e la mia autostima; inoltre mi aiuta a sciogliere quel senso di colpa che mi ha accompagnata per tanto tempo, permettendomi di vivere con maggiore serenità anche quando sbaglio o compio scelte che non mi soddisfano.
E ora, dopo aver spiegato come avviene il processo SCRIBO, ERGO COGITO (Scrivo, dunque penso), comprenderete il motivo principale per cui, mesi fa, ho deciso di aprire un blog tutto mio.
Prima di allora scrivevo diari: pagine intime che si sono rivelate preziose per accrescere la mia consapevolezza interiore e per esercitare la gratitudine anche verso le piccole cose. Tuttavia mancava qualcosa. Mancava quella dimensione di condivisione e di confronto che, invece, nasce quando le parole incontrano lo sguardo e i pensieri degli altri.
In passato avevo già provato ad aprire un blog, ma, finito l’entusiasmo iniziale, lo avevo accantonato per dedicarmi al CRAFTING. Poi, un giorno, mi capitò di leggere un articolo intitolato “SCRIVERE PER MESTIERE”, che raccontava il passaggio dal diario al blog: in quelle righe ritrovai me stessa e trovai soprattutto il coraggio di buttarmi in questa splendida avventura.
Che cosa avevo da perdere? Così iniziai a scrivere. Articolo dopo articolo mi resi conto che la scrittura stava, lentamente ma profondamente, trasformando il mio modo di percepire la realtà. Non mi importava avere pochi lettori all’inizio: non era la popolarità ciò che cercavo. Eppure vedere che ciò che scrivevo veniva apprezzato, che attraverso i commenti si creava un dialogo autentico, mi dava la spinta per continuare.
Fu proprio in quel dialogo, tra le mie parole e quelle degli altri, che compresi davvero quanto la scrittura fosse diventata parte di me. Non era più solo uno strumento di riflessione, ma un ponte tra il mio mondo interiore e quello esterno. È così che, quasi senza accorgermene, quella semplice abitudine di scrivere si è trasformata nella mia più grande passione.






Rispondi