
BUON EQUINOZIO!!! Proprio per dare una calda accoglienza all’Autunno, con questo primo GUEST POST del mio Blog apro le porte a Suoni Cosmici: un incontro tra poesia, universo e nuove suggestioni che non poteva trovare momento migliore per arrivare.
Questo componimento si inserisce idealmente nel percorso poetico di Messaggi alieni, raccolta pubblicata nel marzo di quest’anno dalla rivista Nido di Gazza e articolata in due parti.
L’autore, Roberto Fontana, mi ha fatto un regalo che considero davvero speciale: affidarmi, per questo Guest Post, un testo ancora inedito. Suoni cosmici, infatti, era originariamente parte del trittico Messaggi alieni, ma fu escluso dalla pubblicazione perché aveva bisogno di qualche ultima limatura.
E sappiamo tutti come funziona con le “ultime limature”: quelle che dovevano essere due ritocchi in croce, ogni tanto decidono autonomamente di trasformarsi in mesi di lavoro!
Oggi, finalmente, Suoni cosmici approda qui nella sua forma pressoché definitiva, pronto a riprendere il filo di quel viaggio poetico e ad aggiungere un nuovo tassello al percorso iniziato con Messaggi alieni.
Suoni Cosmici
il messaggio dei suoni cosmici
discende dagli astri e dai pianeti
remoti alla mente — se il respiro
si calma
dal punto più splendente
della volta viene con un’aura
di nuove melodie una figura
aliena e dice — ‘nulla
guida nella realtà senza
raggelare in aridi
labirinti — ma
la metamorfosi perpetua
che la parola non sigilla
emana in essa il suo riflesso —
dove si anima un mondo
che in filigrana traluce
l’ordine di regole d’oro’
Dalle stelle… alla nostra comprensione 😌
Il componimento nasce dall’incontro tra visione cosmica e ricerca interiore.
Il poeta immagina che dall’universo arrivi un messaggio misterioso. e per ascoltarlo bisogna calmarsi e liberare la mente.
Da una parte luminosa del cielo appare una figura sconosciuta.
Essa dice che la realtà può essere difficile e confusa e non offre certezze assolute né verità immobili. Ogni forma troppo rigida di conoscenza rischia di irrigidirsi in un “arido labirinto”, separandosi dal movimento vivo dell’esistenza.
Il mondo, però, cambia continuamente. Una forza che sfugge a ogni definizione definitiva e che la parola non riesce a trattenere del tutto. Ma dentro questo fluire incessante, si lascia intravedere un ordine segreto, una trama nascosta di “regole d’oro” che sostiene il mondo come una filigrana luminosa
Con un linguaggio sospeso tra simbolismo, meditazione e immaginazione, Suoni cosmici invita il lettore a contemplare la realtà. Ma non come una forma compiuta e immobile, ma come un equilibrio dinamico, continuamente in atto.
E se questi “suoni cosmici” ci ricordassero qualcosa?
CURIOSITÀ

Suoni cosmici incontra Manifest
Buongiorno e Benvenuti alla prima SEZIONE “CURIOSITÀ” del Blog.
Leggendo e rileggendo la Poesia di Roberto, i neuroni del mio cervello hanno creato nuove connessioni con MANIFEST, una serie televisiva che ho visto qualche anno fa e che mi ha preso tantissimo.
In particolare ho trovato 6 punti di contatto tra la POESIA e la Serie:
🌌 Un messaggio misterioso
In entrambi arriva un messaggio da una realtà che non comprendiamo pienamente.
🔗 È tutto collegato
Poesia e serie suggeriscono che persone, eventi e dimensioni apparentemente lontane siano parte di un unico disegno.
🧩 Qualcosa da decifrare
Il significato non è immediato: bisogna osservare, interpretare e mettere insieme gli indizi.
👁️ Andare oltre ciò che vediamo
Entrambe aprono la porta a una realtà che supera quella quotidiana e razionale.
❓ Il mistero senza risposte immediate
Non tutto viene spiegato subito: a volte bisogna imparare a convivere con le domande.
🎧 Prima ascoltare, poi capire
Nella poesia sono i “suoni cosmici”; in Manifest sono le Callings. In entrambi i casi, tutto parte dall’ascolto.
Insomma: poesia e serie TV parlano due linguaggi diversi, ma sembrano sussurrarci lo stesso messaggio:
L’universo non può essere letto finché non abbiamo imparato il linguaggio e non abbiamo familiarità con i caratteri in cui è scritto.
Galileo Galilei
Una citazione che, a distanza di secoli, sembra quasi fare da ponte tra la poesia di Roberto e il mistero di Manifest.
E forse non è un caso che questo incontro avvenga proprio oggi, nel giorno dell’equinozio d’autunno. 🍂🌌
L’equinozio è quel particolare momento dell’anno in cui giorno e notte si incontrano, creando un equilibrio destinato però a cambiare subito dopo. Da quel momento, infatti, la luce comincia lentamente a lasciare spazio al buio.
Ed è proprio questa idea di passaggio che mi fa pensare alla poesia e a Manifest.
Oscilliamo continuamente tra una certezza che ci rassicura e una domanda che ci spinge a guardare oltre.
Forse allora il messaggio comune non è soltanto quello di ricevere qualcosa dall’ignoto, ma di imparare a stare in quello spazio di mezzo abbastanza a lungo da poterlo ascoltare.
Perché l’equinozio ci ricorda che anche l’equilibrio è un momento di passaggio e di cambiamento.
E forse, proprio come suggeriscono i “suoni cosmici” e le Callings di Manifest, alcune cose non arrivano nella nostra vita per darci immediatamente una risposta.
Arrivano per farci alzare lo sguardo, farci delle domande e cominciare a cercare le risposte.
E qui, naturalmente, la faccenda si fa interessante…
E se non fossimo noi a dover trovare subito tutte le risposte, ma a dover prima imparare ad ascoltare le domande? 🌌🍂





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