
Buongiorno a tutti, o almeno spero lo sia per voi…
Da come avrete intuito dal titolo stamani non mi sono alzata col piede giusto… a dire il vero è da ieri che “nicchio”, nel senso che mi sento bloccata sia dal punto di vista morale sia da quello fisico.
Avrei potuto saltare l’appuntamento con voi, cari lettori; oggi avevo in programma di parlarvi della MOTIVAZIONE, ma mi sento più in vena di parlarvi della sua assoluta mancanza. Per questo motivo ero sul punto di annunciarvi che avrei saltato il SUNDAY POST, quando poi mi sono detta che è importante condividere anche i propri momenti difficili, non solo quelli belli e scherzosi, soprattutto se, come ho detto nello scorso articolo, voglio che mi conosciate in tutte le mie varianti.
In questi ultimi giorni mi era sembrato di esser tornata a una quasi normalità dopo lo shock iniziale. Venerdì mentre lavoravo ogni tanto mi appuntavo le varie idee per il blog e per i progetti di Crafting, impaziente di tornare a casa e metterle in atto. Oltre al fatto che la mia amica mi ha coinvolto nell’iniziativa SECRET SANTA IN LIBRERIA, che si terrà tra un paio di settimane, ed ero felicissima di aver ripreso la mia solita verve. Ma la stanchezza per il periodo lavorativo intenso e la preoccupazione che agisce di sottofondo mi hanno messo KO moralmente e creativamente. Fatto sta che ieri ho passato la mattina sul divano in preda a un malessere fisico e morale, e le uniche cose che sono riuscita a fare sono state le 5 Granny che mi mancavano per completare il pannello del Cardigan, e catapultarmi in una Serie TV per staccare la testa dalla realtà almeno per un po’.
Poi nel pomeriggio sono andata a sistemare la Flame, Watson e le galline… e devo dire che occuparmi di loro mi ha dato forza d’animo e mi ha smosso quella voglia di fare che mi era mancata in tutto il giorno…
Quindi sono tornata a casa e ho iniziato a imbastire questo Post… e stamani eccomi qua a scrivere, dopo aver fatto una o due partitelle a Solitaire Associations Journey che mi hanno aiutato a sbloccare la testa. In genere non sono solita menzionare Giochi o App… ma per chi ama i giochi di logica questo è veramente carino, combina il gioco classico di carte SOLITARIO alle Associazioni di CATEGORIE, ed è in INGLESE, quindi imparo ogni livello qualche termine nuovo…
Non so se questo post deluderà le vostre aspettative, ma io comunque sono felice di averlo scritto e pubblicato perché mi ha fatto capire che anche nei momenti più critici e meno motivanti c’è sempre qualcosa che può far ripartire la “giostra”. Tutto sta nel trovare la chiave giusta, anche a costo di perdere una giornata a provare tutte le chiavi del mazzo. E anche se non abbiamo parlato di MOTIVAZIONE, non c’è esempio più calzante di questo POST per dimostrare che la MOTIVAZIONE e la FORZA DI VOLONTÀ sono fortemente legate al BENESSERE, al RISPETTO DI SE STESSI e alla RESILIENZA

5 Dicembre 2025
Buongiorno e Benvenuti al Primo Follow Up del Blog
Da un Focus Group su questo Post è emerso che, data la natura introspettiva dell’argomento, è stato trattato invece con evidente superficialità. In effetti rileggendolo mi chiedo dove sia finita la vera Jewel.
Dunque eccola qua a rimediare. A mia discolpa posso dire che in quel momento non ero in grado di guardarmi troppo dentro per paura di scoprire un vaso di Pandora pieno di timori, sentimenti svalutativi verso di me.
Insomma, dopo aver scritto SWEET NOVEMBER, pieno di accettazione nei confronti della MORTE, mi sono sentita un’ipocrita perché trovandomi nell’eventualità di dover dire addio a mia mamma, non riuscivo ad accettare il pensiero di farlo.
Un altro sentimento con cui non riuscivo a convivere era il Senso di Colpa per tutte le volte che le ho rivolto parole e accuse pesanti. Come ho già accennato negli ultimi anni ci siamo avvicinate, ma nei primi 3 decenni della mia vita i rapporti con mia mamma sono stati tutt’altro che rosei, con forti discussioni in cui volavano parole che arrivavano prima alle ossa che alla pelle. A causa del mio carattere forte e difficile da plasmare prendevo decisioni che lei non riusciva ad accettare e nascevano dei conflitti talmente forti che le ostilità duravano settimane, nelle quali io “mi eclissavo” come figlia e ignoravo i suoi bisogni, mentre lei per me c’è sempre stata come madre a prescindere da tutto.
Un terzo motivo del blocco mentale era che il mio cervello iperattivo si affollava continuamente di pre-visioni sulla fase terminale della malattia, sul funerale, e sul Vuoto del Dopo. E non capivo il motivo, ero talmente pervasa da queste immagini che mi sembrava quasi che aspettavo quel momento. A mente lucida ho capito che si trattava di un MECCANISMO DI DIFESA per proteggermi dalla peggior ipotesi.
Ero talmente impantanata in questo stato APATICO, che a un certo punto Mohamed, il mio compagno, mi ha messo in guardia che se non trovavo una via d’uscita, mi sarei ammalata più di quanto lo fosse mia mamma e non sarei andata tanto lontano…Aveva ragione! (Come al solito 🙄)
Nella sua cultura, l’ACCETTAZIONE DELLA MORTE È PIÙ NATURALE. Fa parte del CICLO DI VITA, e a un certo punto è il momento di dire ADDIO. Se ci pensiamo bene anche qui, ai tempi dei nostri nonni, era messo in conto anche di perdere un figlio per una semplice malattia che ora è curabilissima.
Il progresso scientifico in campo medico, come tutte le cose, ha i suoi pro, ma anche i suoi contro. Ovviamente ha aumentato esponenzialmente le probabilità di sopravvivenza e questo è un aspetto che noi tutti prediligiamo.
Dall’altra parte però ha reso più difficile accettare i Limiti della Medicina. Non tutto è curabile e purtroppo a volte succede che la gravità della malattia, o gli errori umani (neanche i medici ne sono immuni), hanno la meglio e non possiamo fare altro che accettarne le conseguenze.
In realtà c’è un’altra cosa che possiamo fare per sentirci in pace con noi stessi. Fare del nostro meglio per far stare bene chi amiamo finché è in vita. Fare tutto ciò che è in nostro potere per far sentire la nostra vicinanza sia fisica che affettiva.
Questo atteggiamento proattivo mi ha aiutata ad arrivare direttamente alla fase 5 del lutto in cui si ACCETTA L’EVENTUALITÀ PEGGIORE prima che si verifichi realmente. Questa forma di RESILIENZA permette di trasformarci in SUPER EROI per prenderci cura del nostro caro nella sua interezza, offrendogli SUPPORTO, DIGNITÀ e UMANITÀ, il che rappresenta una VITTORIA UMANA fondamentale, a prescindere dall’esito clinico.
Concludo il FOLLOW UP con una citazione di uno dei miei personaggi preferiti che calza a pennello per questa riflessione.
Se si cura una malattia si vince o si perde, ma se si cura una persona, si vince sempre.
Patch Adams






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