Chi non ha mai sentito parlare di Hobby Terapia scagli la prima pietra!๐
Un concetto davvero molto diffuso che conferma quanto ho scritto in qualche post fa, ossia: qualsiasi attivitร che ci fa star bene รจ di fatto terapeutica!
Non so quanti di voi abbiano preso in mano, anche solo una volta, i ferri o l’uncinetto per creare qualche opera d’arte, piccola o grande che sia; sono pronta a scommettere che una volta inziato il 90% delle persone non riesce piรน a smettere, perchรฉ a mio parere รจ ineguagliabile la soddisfazione di veder quel “magico meccanismo” trasformare un anonimo gomitolo in qualcosa di unico . Dico qualcosa di unico perchรฉ anche se altre migliaia di persone eseguono lo stesso PATTERN, ogni persona renderร unico il suo capolavoro grazie proprio ai piccoli (o grossi) errori nell’esecuzione dello stesso. Maria Zilakou, famosa designer di patterns a maglia, una volta ha detto
GLI ERRORI SONO UNA FIRMA D’AUTORE
E ha proprio ragione! L’unicitร del FATTO A MANO attribuisce al “prodotto” un valore inestimabile; inoltre, ritengo che portare a termine un manufatto rafforza esponenzialmente sia l’AUTOEFFICACIA che l’AUTOSTIMA, in quanto l’esperienza di successo crea una percezione di competenza (autoefficacia) che, a sua volta, puรฒ migliorare il valore che si attribuisce a sรฉ stessi (autostima).
Ecco come ho iniziato…
Da che ho memoria ho sempre ammirato le persone che facevano, per hobby o per professione, lavori manuali, tanto che quando avevo 6 o 7 anni mia cugina mi mise per la prima volta l’ago in mano per insegnarmi il mezzo punto, e mi piacque tantissimo, poi crescendo passai al punto croce e quando la mia vista e il tempo da dedicare diminuirono sensibilmente presi in mano i ferri e l’uncinetto.
Mi ricordo che in quel periodo abitavo a Siena e gli unici modi per socializzare erano legati alla Vita di Contrada. Essendo una forestiera, quel mondo era inaccessibile per me e dunque iniziai a fare VOLONTARIATO PENITENZIARIO tramite la Misericordia. Un giorno, mentre mi recavo alla Sede della Confraternita, vidi un negozietto di filati e la tentazione di entrare fu irresistibile! Iniziai a curiosare tra gli scaffali con la tentazione di comprare tutto…ma per farci cosa, se non sapevo tenere i ferri in mano??? Vedendomi spaesata, la giovanissima proprietaria del negozio mi disse che volendo poteva darmi lezione di maglia e uncinetto. E LUCE FU!๐คฉ
Da allora i ferri “del mestiere” mi accompagnano ovunque io vada e sono di ottima compagnia quando devo fare interminabili code alle poste, dal medico o, purtroppo anche in sala d’attesa al pronto soccorso. Ed รจ proprio qui che da semplice Hobby il lavoro manuale si trasforma in un validissimo ansiolitico per me: la concentrazione nell’eseguire alcune tecniche (per esempio il TAPESTRY CROCHET) mi aiuta a distogliere momentaneamente il pensiero dalla preoccupazione per la persona per la quale attendo notizie.

- Concentrarsi su uno schema complesso,
- rispettare le proporzioni nel ridimensionamento di un pattern,
- disegnarne uno partendo da zero,
- calcolare aumenti e diminuzioni in un cardigan,
Questi processi appena elencati migliorano lo sviluppo latente di competenze “trasversali”, nel senso che, mentre si fanno ragionamenti, calcoli e proporzioni su un pattern, il nostro cervello apprende conoscenze, abilitร o informazioni in modo inconscio, che non si manifestano nell’immediato, ma che possono emergere ed essere utilizzate in un secondo momento, quando si presenta una necessitร o un’opportunitร
Per ultimo, ma non meno importante, c’รจ da considerare il risvolto sociale del lavoro a maglia; ritrovarsi a lavorare insieme, magari davanti a una tazza di caffรจ (si pensi alla crescente diffusione dei KNIT CAFร) o all’aria aperta in un parco offre molteplici vantaggi da un punto di vista psicologico: condividere una passione con altre persone รจ un fattore protettivo contro la solitudine e la depressione derivante dall’isolamento sociale, soprattutto per coloro che, per vari motivi, non possono contare sulla vicinanza dei propri cari.







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